Un pezzo grosso del mio partito sentì la necessità di spiegarmelo in modo sbrigativo: «Ciccio, a me hanno insegnato che a trentaquattro anni si rispetta la fila». Disse proprio così: si rispetta la fila. Come al supermercato, quando tutti abbiamo da svuotare il carrello. Uno per volta, rispettando la fila. Solo che facendo così in politica non si svuota il carrello, si svuota l'entusiasmo. Decisi che non volevo (e ancora oggi non voglio) fare il pollo di batteria. Non volevo che gli altri, loro decidessero i tempi. Non volevo stare alle loro regole, le regole di una generazione che ha già dato tutto quello che poteva dare.

M.Renzi

venerdì 23 ottobre 2009

Bastardi senza gloria

In questi giorni poche novità di rilevanza ho notato. Eppure ci sono persone che provano ad impegnarsi. Qualche singolo cittadino, qualche amministratore, qualche blogger; risultati eclatanti nessuno.
In queste sere ho visto al cinema “Bastardi senza gloria” film diretto da Quentin Tarantino, regista al quale sono appassionato da tantissimo tempo. E’ una carrellata di personaggi, tutti particolari come solo il regista sa creare, che si legano nella società anni ’40 e vivono attraverso i loro modi di essere, la seconda guerra mondiale. Il film mi ha fatto riflettere una cosa in particolare, che credo il regista voglia evidenziare, la forza della cultura come forza psicologica, per combattere qualsiasi violenza posta di fronte (in questo caso la seconda guerra mondiale). Logicamente non tutti i registi pongono temi forti, non tutti hanno la capacità o la voglia di mostrare queste rivoluzioni culturali. Chi però mira al bersaglio difficilmente sbaglia. Tarantino è l'emblema in questo caso, ma ben vi si accosta nel piccolo Saviano, Ruotolo o ancora Travaglio. Una forza culturale che spinge oltre e che riflette, che dovrebbe farci riflettere. Un film di Tarantino è la testimonianza in valore assoluto di un pensiero, così come un libro di Saviano, così come un’indagine di Ruotolo. Non si copia, non si è ripetitivi, non si punta il dito, le cose si evidenziano e basta. Poco importa se il lavoro piacerà, questo e quanto!!! Ogni lavoro nasce da un progetto e durerà tutto il tempo del progetto.
Ritorniamo ad Alife. Poche cose ho notato di eclatanti, e queste sono i manifesti affissi per strada. Finalmente dopo più di cinque anni i tanto acclamati manifesti di opinione ritornano per strada. Il manifesto del Partito Democratico e il manifesto della CONFESERCENTI firmato dalla vice presidente. Nella sostanza l’affissione di un manifesto a mio avviso è una cosa che torna utile alla popolazione se non altro perché si evidenziano delle situazioni spiacenti per la cittadina. Semmai il problema potrebbe essere un altro. Il progetto. Che progetto c’è dietro il Partito Democratico, quale dietro la vice presidente della CONFESERCENTI? Però ripeterò “Poco importa se il lavoro piacerà, questo e quanto!!!”. Quindi lunga vita a questi due progetti e a tutti gli altri cittadini, amministratori, associazioni ecc che lavorano intorno ad altri progetti… spero solo che tutti, nel piccolissimo spazio, vogliano fare una piccolissima ma essenziale rivoluzione e non vogliano, meramente, apparire.

1 commento:

giuseppe ha detto...

Oggi hanno affisso un altro manifesto ma l'articolo già l'avevo preparato. Il discorso è lo stesso