GIUSEPPE SANTAGATA

Consigliere comunale ad Alife



" Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni "

M.Berlinguer



mercoledì 7 ottobre 2009

Il “MIO” Partito Democratico

In questi mesi abbiamo eletto e fatto eleggere in Italia migliaia di persone. Per il bene di ogni comunità abbiamo distribuito nuovi amministratori eletti democraticamente: chi a fare il Sindaco, chi a fare l’assessore, chi a fare l’amministratore, chi come me, a fare l’oppositore. Ogni ruolo viene democraticamente demandato dai liberi cittadini a tutti gli eletti. Così avviene che chi prende più voti ha il diritto/dovere di guidare tutti i cittadini verso una miglioramento della vita sociale (almeno dovrebbe!!!) mentre chi va all’opposizione ha il diritto/dovere di controllare che il tutto avvenga nel modo più trasparente possibile.

Ora entriamo in un’altra questione, quella del metodo. Ognuno dei candidati a sindaco nella tornata elettorale ha proposto un programma ai cittadini, e questi lo hanno scelto. In una società intelligente come la nostra non si vota la persona ma si vota il programma e l’appartenenza politica. Andiamo oltre quei luoghi comuni che vedono tutti i perdenti più intelligenti di tutti i vincitori. Ora, quindi, ogni consigliere a partita finita ha in mano il suo programma e, nell’interesse degli elettori che lo hanno sostenuto, quale modo migliore di ricambiarli se non tenendolo presente in ogni attività?.

Se la questione la estendiamo a grandi comuni allora potremmo avere situazioni più o meno chiare, dove vi sono collocazioni politiche con programmi ben definiti. Ad esempio quelli che si interessano più del sociale, più dell’ambiente, più della giustizia. In un piccolo comune invece la questione del programma e della lista civica, a mio avviso, ci porta a fare molta confusione. Il cittadino si lascia trasportare dalla cosiddetta “società civile” (quella società che a convenienza si muove da un lato o dall’altro e non sbaglia quasi mai a scegliere i candidati da votare, ma anche qui ci sono le eccezioni) ed avviene che a votazioni finite il “cittadino civile” non solo rischia di veder perdere il candidato che ha votato, in quanto non avendo una struttura organizzata con diverse professionalità e ben radicato sul territorio è difficile far emergere un gruppo non partiticizzato, ma vede anche fermarsi il suo interesse alla politica. Ora che faccio? Ora chi voto? Il programma che ho votato a quale schieramento si avvicina? Quindi se non pensiamo che Cristo si fermi ad Eboli, e non lo pensiamo, perché non dare noi amministratori il senso di appartenenza ad un profilo politico cosicché ognuno ci possa giudicare anche quando non siamo noi in prima persona candidati?. E’ importante che la politica ritorni ad essere la politica e che gli uomini politici ritornino a fare gli uomini politici così come gli amministratori ritornino a fare gli “amministratori politici”. Ritengo un errore dividere l’amministratore dal politico. Bene a questo punto io dirò come intendo la mia opposizione. Il mio ruolo è quello di evidenziare politicamente, con una visione quanto più di sinistra possa essere nel partito democratico, gli errori (li chiamo errori dal mio punto di vista) che questa amministrazione di centro destra fa. Il mio modus operandi è poi, sicuramente, quello di chiedere delucidazioni, proporre idee e fare quant’altro che attingo dalla mia cultura di sinistra, cosicché posso chiedere ad esempio, perché l’amministrazione precedente ha aumentato la Tarsu, perché non proporre il bilancio partecipato, perché non adempiere agli obblighi imposti da un ministro che io nemmeno voto e che forse votano altri!!! Il tutto nell’interesse di portare benefici alla cittadinanza. Ben vengano altre proposte. E soprattutto “non fermiamoci solo all’aspetto tecnico o alla normale amministrazione ma diamo anche un segnale un po’ più politico alla vicenda!!!”, a quel punto non sarò certo io a criticare, al massimo resterò in silenzio ad osservare.

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