Un pezzo grosso del mio partito sentì la necessità di spiegarmelo in modo sbrigativo: «Ciccio, a me hanno insegnato che a trentaquattro anni si rispetta la fila». Disse proprio così: si rispetta la fila. Come al supermercato, quando tutti abbiamo da svuotare il carrello. Uno per volta, rispettando la fila. Solo che facendo così in politica non si svuota il carrello, si svuota l'entusiasmo. Decisi che non volevo (e ancora oggi non voglio) fare il pollo di batteria. Non volevo che gli altri, loro decidessero i tempi. Non volevo stare alle loro regole, le regole di una generazione che ha già dato tutto quello che poteva dare.

M.Renzi

lunedì 21 dicembre 2009

Il piano traffico di Alife era veramente inevitabile???

A quale scopo utile per la cittadinanza serve il piano traffico? A cosa serve cambiare le disposizioni dei venditori ambulanti solo temporaneamente? Come mai di queste grandi modifiche cittadine i beneficiari, cioè i negozianti, non sono contenti ma lamentano perdite e quindi rischiano di chiudere? Si potrebbero formulare ancora tante domande…, ritengo invero che apportare tante modifiche forti per una cittadina piccola come la nostra crea effettivamente dei disagi. Se poi queste azioni si verificano nel periodo economicamente più vantaggioso, quello natalizio, allora io mi sento di dire che diverse azioni rischiano seriamente di mettere in difficoltà l’economia di un paese. Cambiare i sensi di marcia, chiudere parcheggi, spostare il mercato sono tutte azioni che non possono essere fatte contemporaneamente. Se poi il tutto viene collegato alla provvisorietà del momento, non è un caso infatti che il mercato è temporaneo, il piano traffico è sperimentale, allora perché non discutere del problema principale che ha l’amministrazione da diversi e diversi anni, cioè la mancanza del piano commerciale. Ritengo che tutte queste azioni potevano passare attraverso una sola proposta, quella di fare finalmente il piano commerciale. Ricordo qualche mese fa che un’associazione di categoria intervenne in materia di SIAD (strumento d’intervento per l’apparato distributivo che regola e programma il territorio per fini urbanistici e commerciali) nei confronti del comune limitrofo trascurando che, diversamente dall’altro comune noi ad Alife il SIAD non ce lo abbiamo proprio. Una mancanza di quasi dieci anni. Da consigliere comunale non entro nel merito delle questioni legate direttamente ai commercianti, dico semplicemente che io avrei optato per scelte diverse, non facendo quindi tutti questi cambiamenti, ma facendo semplicemente il piano commerciale per far riprendere economicamente qualche commerciante in difficoltà e non per affossare quelli che andavano bene. Ripeto il mio è un parere politico, il parere tecnico nonché il soccorso ai commercianti in difficoltà lo dovrebbe dare ben volentieri qualche associazione di categoria visto che ad oggi ben poco è stato scritto e protocollato al comune in materia… A meno che qualche associazione non sta dalla parte dell’amministrazione e non dei commercianti, ma questi sono i mal pensanti!!!.


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